BOOMERANG POLICY

americani poveri

Per accertare con precisione le cause che determinano i comportamenti dei leader internazionali nelle vicende umane, è necessario annoverare l’effetto boomerang tra i corsi e i ricorsi storici.
Questo effetto si ha quando una nazione, approfittando della sua superiorità militare, ricorre a qualsiasi stratagemma per conseguire una posizione di egemonia e la mantiene appropriandosi con qualsiasi mezzo delle ricchezze di quelle che rifiutano di sottomettersi ai suoi diktat.
Negli ultimi 60 anni gli Stati Uniti si sono avvalsi del terrorismo internazionale per destabilizzare i governi oggetto delle loro mire, si sono proclamati difensori dei diritti umani mentre volutamente li violavano, si sono dichiarati esportatori di democrazia mentre esportavano sofferenze e terrore, hanno organizzato rivoluzioni colorate mentre tra i loro stessi cittadini serpeggiava la rivolta contro tante ingiustizie.
L’incessante sperpero di denaro richiesto per il perseguimento di questi obiettivi ha portato gradualmente al loro fallimento, come attestano il sistematico innalzamento del tetto del debito – che attualmente supera i 17.000 miliardi di dollari – lo smisurato aumento del numero dei disoccupati e dei senzatetto, i suicidi dei militari reduci da guerre infinite scatenate in ogni parte del mondo e le stragi di innocenti operate da cittadini inorriditi dalle violenze della polizia di cui sono sempre più spesso testimoni.
Un recente dato sul numero di americani che sopravvivono solo grazie ai buoni pasto, passati in pochi mesi da 96 a 128 milioni, ovvero il 42% della popolazione, ci ha fatto capire, tuttavia, che questi eventi costituiscono solo la punta dell’iceberg e che il momento in cui l’economia americana collasserà è imminente.
Quando, infatti, gli americani che necessitano di un buono pasto arriveranno alla percentuale del 70%, lo Stato Federale non sarà più in grado di sostenere una spesa così esorbitante. Dichiarerà, pertanto, la bancarotta, provocando l’insurrezione di  decine di milioni di diseredati, che trasformeranno il Paese in uno sconfinato campo di battaglia.
Terrorizzati dal pensiero che la catastrofe alimentare si possa estendere all’Europa, alcuni Stati sono già corsi ai ripari. La Germania, infatti, ha chiesto alla FED la restituzione delle sue riserve in oro; la Corte Costituzionale tedesca, in seguito alla richiesta avanzata da numerosi cittadini, ha fatto trapelare di essere orientata a pronunciarsi a favore  dell’incompatibilità dei Trattati europei con la Costituzione della Germania e la GB sta preparando un referendum per consentire ai cittadini di decidere se uscire dall’Europa.
Il declino dell’occidente sta spingendo centinaia di milioni di persone nel baratro della disperazione. Dal momento che questo problema ci coinvolge tutti, rivendichiamo il diritto di decidere del nostro destino. E’ inammissibile, infatti, che in un Paese che si dichiara democratico decisioni di tanta rilevanza siano prese da un’esigua minoranza di persone che hanno già dimostrato la loro inadeguatezza nei confronti dei problemi che incidono profondamente sulla nostra vita.

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2 thoughts on “BOOMERANG POLICY

  1. Il motto “esportiamo la democrazia nel mondo” suona come “liberiamo il Santo Sepolcro dagli infedeli”. Stiamo tornando nel Medioevo. In questo caso, pero’, i templari non cercano piu’ il Sacro Graal, ma semplicemente il denaro. L’idea di capitare in un periodo peggiore del Medioevo fa veramente paura.

  2. Anche nel Medio Evo Pietro l’eremita incitava i creduloni a partecipare alle Crociate urlando come un invasato “Dio lo vuole”. E anche allora queste venivano organizzate dalla Chiesa – gli Stati Uniti di quel tempo – per appropiarsi dei beni dei Crociati che non tornavano in patria.
    Come vede, “Nulla di nuovo sotto il sole”.
    A mio avviso, nessun periodo storico è migliore o peggiore degli altri. Sono tutti uguali perché l’uomo non è mai cambiato e non cambierà mai.

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