I COLPI DI CODA DELL’IMPERO

manifestazione a favore di Assad

Un anno fa le truppe di Assad avevano già smantellato il libero esercito siriano che avrebbe dovuto  liberare la Siria da un feroce dittatore.
L’occidente mandò allora altre armi ai contractor, perché realizzassero altri attentati e dichiarassero che il Presidente siriano aveva represso nel sangue la loro legittima aspirazione a vivere  in  un Paese democratico.
L’esercito regolare siriano diffuse allora la voce che la maggior parte degli ufficiali avevano disertato, per cui Damasco poteva essere espugnata senza problemi. I finti ribelli caddero nel tranello e da quel momento le sorti della guerra volsero a suo favore.
Obama provò a capovolgere la situazione, inviando la portaerei Eisenhower verso la Siria. Ma Putin lo informò che nel giro di un paio di settimane la Russia avrebbe tenuto un’esercitazione militare nel mediterraneo orientale.
Gli americani allora rinunciarono ai loro propositi perché si resero conto che la loro politica estera in Medio Oriente era fallita e che i contractors assoldati per abbattere i governi arabi ostili si sarebbero rivoltati contro gli Stati Uniti.
Alla luce di queste considerazioni, la guerra neocoloniale per le risorse energetiche scatenata dalla Francia nel Mali non servirà ad altro che a dimostrare ancora una volta che i proclami contro il nemico di turno non incantano più nessuno, mentre rafforzano l’integralismomo islamico e creano tensioni che possono sfociare in un conflitto planetario.
Comunque la Russia e la Cina hanno già annunciato che porranno il veto a qualsiasi tentativo di scatenare altre guerre nei Paesi presi di mira dalla NATO e che difenderanno con ogni mezzo le vittime dell’aggressione.

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