LA STRATEGIA DEL COLPO SU COLPO

attacco ai siti iraniani

La strategia del colpo sul colpo

L’aggressione contro l’Istituto di Ricerca Militare di Damasco dimostra che Israele, preso atto che i contractor non saranno mai in grado di vincere in Siria, non aveva altra carta da giocare che quella della provocazione, con l’obiettivo di coinvolgere Russia, Cina e Iran in una guerra termonucleare.
Il tentativo non poteva avere successo per una serie di motivi che avrebbero dovuto essere prefigurati dai responsabili di un esercito abituato a scatenare guerre in ogni parte del mondo.
I Paesi presi di mira da Israele, non essendo tanto sprovveduti da cadere in una trappola così banale, hanno preferito adottare la strategia del colpo su colpo, che consiste nel rispondere a ogni attacco con una serie di attacc
hi sempre più devastanti.
Di fronte a una iniziativa così irresponsabile l’ONU non poteva continuare a far finta di niente. Ha dichiarato, infatti, con toni sorprendentemente ultimativi che Israele deve interrompere senza precondizioni gli insediamenti che violano continuamente i diritti dei palestinesi e cominciare a ritirarsi immediatamente dai Territori Occupati.
Le conseguenze dolorose preannunciate dall’Iran nei confronti degli aggressori si sono avverate, come risulta dalle seguenti notizie, causando lo sconcerto nelle fila dei falchi israeliani.
Una bomba ad alto potenziale è esplosa nell’Università di Tel Aviv e un’altra bomba ancora più potente è esplosa nell’Ambasciata americana di Ankara, mentre l’esercito elettronico siriano
, formato da numerosi hacker altamente specializzati negli attacchi informatici, ha messo fuori uso un gran numero di siti militari israeliani.
La Siria ha schierato migliaia di soldati a ridosso delle alture del Golan occupate abusivamente dall’esercito israeliano, mentre il Libano e la Giordania, prevedendo un allargamento del conflitto, hanno mandato truppe supplementari a proteggere i loro confini.
Il popolo siriano si sta compattando contro lo Stato che ha violato la sua sovranità per continuare a dominare l’area mediorientale, perché adesso ha la certezza che nessuno riuscirà mai a cacciare   il Presidente Assad dal suo Paese.

 

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