UN PAESE SENZA FUTURO

Vecchi nelle case di cura all'estero

Da qualche tempo si prospetta l’idea di delocalizzare nei Paesi dell’Est europeo le moltitudini di vecchi che, in un mondo schiavizzato dalle misure di austerity, non possono affrontare la spesa di una casa di cura, in un ospizio o in un Centro di riabilitazione.
Adesso che la crisi si è fatta più dura, le persone anziane, che già vengono lasciate morire nel Regno Unito perché costano troppo alla società, cominciano a temere che qualcuno possa avanzare l’ipotesi  di risparmiare sulle spese di trasporto, organizzando viaggi low cost per poveri, storpi e malati affetti da gravi patologie a bordo delle tristemente famose carrette di mare.
L’idea è stata giudicata dai sostenitori dei diritti umani come un ritorno ai tempi, che si ritenevano superati per sempre, delle deportazioni.
Oramai nessuno mette più in dubbio che la competizione con i lavoratori provenienti dai Paesi del terzo mondo renderà problematica l’esportazione delle nostre merci, mentre l’abrogazione dei diritti del lavoro, il precariato a vita, e l’eliminazione delle pensioni ci farà perdere il benessere conquistato in decenni di lotte.
Quando non avremo più un lavoro e un tetto sotto cui ripararci, scopriremo di essere tornati a vivere nel medioevo.
Il solo pensare a quello che sta accadendo fa venire i brividi. L’Europa e le sue politiche stanno imponendo alla nostra società la legge della giungla. Invece del mercato il liberismo ha globalizzato la miseria e la disperazione e tra non molto non esisterà più neppure una regione del mondo dove i giovani possano scappare.

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