IL GOVERNO BULGARO SI E’ DIMESSO

gente in piazza in Bulgaria

I due giovani che si sono dati fuoco perché non avevano un futuro e i 28 cittadini feriti dalla polizia per spegnere in loro ogni velleità di protestare hanno determinato l’esplosione di una rivolta che non poteva essere più incanalata da quando i bulgari hanno compreso che continuare a chinare la testa di fronte alle misure di austerity della troika non sarebbe servito a niente e la società civile ha dichiarato la sua disponibilità  a prendere il posto dei partiti sclerotizzati dalle manovre per mantenersi al potere.
La rivolta è stato considerata la prima di una serie di esplosioni che nel corso del 2013 provocheranno il crollo definitivo dell’Europa, dischiudendo, tuttavia, nuovi orizzonti a centinaia di milioni di persone consapevoli ormai di essere state coinvolte loro malgrado in una catastrofe di dimensioni planetarie.
I bulgari hanno protestato per due settimane contro un modo di dirigere l’economia che ha gettato il Paese nella disperazione. A Sofia e in altre città, nonostante la dichiarazione del premier bulgaro sostenuto dalle destre al potere, che lo scorso mercoledì, per evitare – a suo dire – che la polizia picchiasse i manifestanti e tutto finisse in un bagno di sangue, aveva dato le dimissioni, hanno continuato ad assediare il parlamento con grida di dissenso e cori di scherno, a scontrarsi con la polizia in tenuta antisommossa, a resistere alle sue cariche e a danneggiare le sue auto, a gettare sassi e bottiglie contro le vetrine dei negozi gestiti da imprenditori occidentali, a bruciare le gigantografie dei politici, a bloccare le autostrade, ad accerchiare le sedi dei partiti di destra e ad appiccare il fuoco ai veicoli delle aziende straniere a gestione privata che hanno portato alle stelle i costi delle bollette dell’energia elettrica e dell’acqua.
Il malessere sociale, che negli ultimi mesi si è andato diramando come un susseguirsi di onde d’urto, ha plasmato nei cittadini la volontà di farla finita con i sacrifici, le oligarchie e le privatizzazioni, dando vita nello stesso tempo a una tendenza, che è andata maturando in particolar modo tra i giovani, a votare per l’estrema sinistra alle elezioni che si terranno il prossimo luglio.

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