GLI IMPRENDITORI AMERICANI SONO IN PREDA AL PANICO

crollo delle vendite

Gli imprenditori americani stanno svendendo precipitosamente le giacenze dei loro magazzini, mentre gli operatori di Wall Street riconoscono con espressioni rassegnate che il collasso del mercato non è mai stato così  plausibile.
Per capire se quello che si dice in giro è vero, e purtroppo non c’è motivo di pensare che non lo sia, basta porre attenzione all’inquietudine che aleggia sui volti di coloro che hanno investito grosse somme di denaro in Borsa.
Gli avvenimenti che, tuttavia, hanno letteralmente sconcertato gli americani sono stati un rapporto secondo il quale gli investitori hanno venduto nove volte più azioni di quanto non ne avessero acquistate  e un articolo pubblicato su un giornale economico l’autore del quale sosteneva che negli ultimi tre mesi la vendita delle giacenze aveva superato gli acquisti addirittura nella proporzione di dodici a uno.
L’eccezionalità del fenomeno ha messo in allarme gli investitori  più famosi del mondo finanziario e ha indotto gli economisti a divulgare notizie secondo le quali gli Stati Uniti “rischiano un collasso disordinato, perché hanno imboccato la strada di un declino senza precedenti”.
A loro avviso, il disastro è stato provocato da un improvviso rialzo dell’inflazione che ha contratto i consumi del 30% e che, pertanto, migliaia di negozi che vendevano al dettaglio hanno dovuto chiudere e altre migliaia chiuderanno entro l’anno in corso.
Il crollo delle vendite al dettaglio è cominciato otto mesi fa in tutto l’occidente, ma solo negli Stati Uniti ha raggiunto la percentuale del 60%.
Questo è l’ennesimo segnale che l’economia americana sta fallendo davanti agli occhi del mondo. Le entrate, infatti, declinano, le tasse aumentano, l’inflazione non si arresta, i cittadini che sopravvivono con i buoni pasti sono vicini al 55%, i consumatori annegano nei debiti e la percentuale della forza lavoro impiegata sta diminuendo ininterrottamente da sette anni a questa parte.
Oramai sono tanti quelli che cominciano a chiedersi che altro deve succedere perché i dogmatici difensori d’ufficio delle misure di austerity comincino a rendersi conto che il liberismo ha distrutto perfino il Paese in cui è nato insieme al sogno di benessere e di libertà che ha illuso finora i suoi cittadini.

 

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2 thoughts on “GLI IMPRENDITORI AMERICANI SONO IN PREDA AL PANICO

  1. New York, 26 Feb. (TMNews) – Il ‘sequester’ potrebbe avere un impatto devastante su tutti gli Stati Uniti. Per questo da giorni la Casa Bianca sta facendo pressioni sui Repubblicani al Congresso per trovare un accordo ed evitare che i tagli automatici alla spesa mettano in ginocchio l’America.
    Ecco quello che potrebbe succedere se l’accordo non sarà raggiunto entro il primo marzo secondo un’analisi del National Journal, magazine pubblicato dal gruppo dell’Atlantic. Le cifre fanno riferimento ai tagli per il 2013 soltanto.
    – Comparto aereo. Rischia un taglio da 619 milioni di dollari. Questo causerebbe ritardi dei voli di 90 minuti nei principali aeroporti americani e la possibile chiusura di 230 torri di controllo oltre a aeroporti di piccole e medie dimensioni.
    – Parchi nazionali. Potrebbero perdere finanziamenti per 110 milioni di dollari. In questo caso la maggior parte dei parchi americani avrebbero gravi problemi economici: dal Grand Canyon allo Yellowstone molti percorsi e centri per turisti non riuscirebbero ad aprire i battenti la prossima primavera.
    – Pentagono. I tagli alla difesa dovrebbero essere di circa 43 miliardi di dollari. Molti degli 800.000 impiegati civili andrebbero in licenza non pagata per 22 giorni, mossa che farebbe risparmiare alla difesa tra i quattro e i cinque milioni di dollari. Ci saranno tagli anche alla formazione dei militari, alla manutenzione delle navi e, tra gli altri, alle assicurazioni sanitarie dei soldati.
    – Sanità. In questo caso il ‘sequester’ colpirebbe la sanità pubblica con tagli per 305 milioni di dollari e la ricerca medica con 1,6 miliardi di dollari.
    – Scuola. In questo caso 406 milioni di dollari sarebbero tagliati all’Head Start Program, che si occupa di fornire educazione ai bambini delle famiglie meno ricche.
    – Aiuti umanitari. Come annunciato dal neo segretario di Stato John Kerry, i tagli dovrebbero diminuire gli aiuti umanitari di 2,6 miliardi di dollari. Questo vorrebbe dire: 200 milioni di dollari in meno verso le popolazioni siriane e del Corno d’Africa, 400 milioni di dollari in meno per la prevenzione dell’Aids e della fame nel mondo.
    – Dipartimento di Giustizia. Potrebbe essere colpito da tagli di 1,6 miliardi di dollari. Questo comporterebbe tra l’altro 550 milioni di dollari in meno all’Fbi.

    e così sia

  2. Perfettamente d’accordo. Considera però anche l’impatto che la situazione politica avrà su quella sociale. Le persone che vivono con i buoni pasti arriverebbero al 70/80%, aggravando in modo esplosivo la situazione economica del Paese.
    Aggiungi poi gli uragani, tornado, terremoti, tempeste che stanno sconvolgendo il Paese e i tremila boati al giorno seguiti da flash accecanti che si sentono laggiiù ogni 10 minuti, il numero dei senza tetto, disoccupati, criminali che devastano il Paese e capirai dove stanno andando a finire Obama and CO..
    Il crollo del muro di Berlino fu voluto dai russi per ragioni economiche e di facciata, il muro del “cretino” crollerà invece come un castello di carta e ridurrà gli yankee in frantumi.
    Vi manderò al più presto un link a un sito americano che parla quasi esclusivamente delle calamità “naturali” che si verificano nel “paese degli sciocchi”..

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