I BURATTINI EUROPEI FANNO FINTA DI NIENTE

esercitazione a sorpresa delle forze armate russe

Mentre l’economia occidentale sprofonda e le coste americane si sfaldano, i russi svolgono esercitazioni militari a sorpresa, per dimostrare alla Lega Araba che l’invasione della Siria determinerebbe una reazione violenta delle loro forze armate, e i coreani del nord  dichiarano di essere pronti a stracciare la tigre di carta americana.
Ciononostante i servi di Obama  non hanno capito che è tempo di cambiare musica.

SIAMO PRECIPITATI NELLA BARBARIE

il collasso morale

Siamo tornati al “mors tua, vita mea”.
Il capitalismo è alla fine del suo ciclo storico e, per sopravvivere, ha bisogno di masse sterminate di diseredati, ampi strati di precariato, decine di milioni di disoccupati e di giovani terrorizzati dalla mancanza di futuro. Senza il loro sacrificio sparirebbe in un baleno dalla scena del mondo. Ecco perché non abbandona la sua rozza ideologia. Vuole vincere a costo di determinare sofferenze inumane e distruggere il pianeta. Anche i dinosauri avevano lo  stesso problema e non riuscirono a risolverlo. Come potrebbero riuscirci loro?
L’elite globale ha messo le mani sul denaro depositato sui nostri conti bancari e ci dice che continuerà a farlo. Il Presidente dell’eurogruppo ha detto pubblicamente, infatti, che quello che è accaduto a Cipro servirà come modello da seguire per i prossimi salvataggi delle banche. Ma non hanno calcolato che i loro clienti non metteranno più a rischio i loro risparmi.
Nello stesso tempo i politici propongono l’eliminazione del contante, che renderebbe più agevole la confisca, e i magistrati, che dovrebbero denunciarli, fanno finta di niente, gli hacker distruggono i dati delle banche, dei   governi e delle organizzazioni militari, persone irresponsabili fanno sparire veleni mortali dai laboratori chimici,  inquinano gli alimenti, sconvolgono il clima con gli esperimenti nucleari e lanciano bolidi fiammeggianti sui Paesi nemici, numerosi contractor vengono pagati per rovesciare i governi e gli Stati minacciano la distruzione reciproca.
Sono state avanzate le ipotesi più strambe per spiegare la causa di questi fenomeni, come quella del sole sconvolto dalle tempeste magnetiche, l’umanità che ha perduto il senso della vita, la scarsità di cibo, il sovraffollamento del pianeta, l’avidità di potere, le difficoltà di esprimere il bisogno di socialità e di creatività o la trasformazione dell’uomo in un robot programmato per accrescere la produzione di merci inutili.
La mia teoria è che ci stiamo distruggendo da soli con i veleni che le industrie e gli eserciti scaricano in ogni angolo del pianeta e quelli prodotti dentro di noi dalla lotta insensata per lavorare, produrre e consumare di più.            

 

IL PRESIDENTE RUSSO SALVERA’ CIPRO

putin salverà cipro

Il ministro delle finanze russo aveva posto alle autorità di Cipro condizioni così gravose per ristrutturare il debito di Nicosia con Mosca e realizzare il salvataggio delle banche che non erano riusciti a raggiungere un accordo. Ieri il portavoce di Putin li ha informati delle intenzione del Presidente russo di aiutare i ciprioti a uscire della crisi.
Questa apparente contraddizione non è un ripensamento del  Presidente russo, ma un’abile mossa sulla scacchiera geopolitica, presentando in un primo tempo un prezzo molto alto da pagare e in seguito, quando i suoi concorrenti occidentali, rivendicando condizioni impossibili da soddisfare, hanno determinato il crollo dei mercati azionari, la caduta dell’euro e il ritiro precipitoso dei risparmi dalle banche, mitigando il peso delle  sue precedenti  condizioni.
I risparmiatori, infatti, constatato che i conti bancari non sono più sicuri, i controllo si fanno sempre più stretti e le  transazioni finanziarie sono sempre più limitate, stanno ritirando il loro denaro dalle banche, determinando nei banchieri l’esigenza di assicurarsene dell’altro magari tramite un’imposizione fiscale sempre più alta.
Di conseguenza si prospetta uno scenario da incubo  che finirà per ripercuotersi in tutta Europa. Le banche di Cipro falliranno una dopo l’altra e, poiché l’economia cipriota dipende quasi del tutto dalla professione bancaria, il collasso economico questa volta non potrà essere più evitato.
E così, mentre gli esilaranti scalzacani liberisti continueranno a chiedere lacrime e sangue, Putin andrà avanti fino a quando vincerà la sua guerra economica, assicurandosi che il governo cipriota gli fornisca le garanzie che aveva chiesto per concedere il prestito, trivellando il fondo del mare al largo delle coste cipriote per estrarne gas, ormeggiando le sue navi da guerra nei porti dell’isola e passando alla Storia come lo statista che strappò un Paese condannato alle ristrettezze dalle fauci insaziabili di una ideologia arrivata alla fase finale del suo percorso storico.     

 

GLI AMERICANI VIVONO NELL’INCUBO DEL BIG ONE

big one

Oltre al collasso dell’economia e alle conseguenti rivolte popolari che stanno turbando le loro notti insonni, gli americani convivono con alluvioni, tornado, uragani, trombe d’aria e gli altri fenomeni ancora avvolti da un alone di mistero che da diversi anni si stanno verificando senza tregua sul loro territorio.
In questi giorni, a rendere ancora più grave una situazione che ha già provocato la comprensibile apprensione dei cittadini, i sismologhi hanno messo in guardia il governo federale dal probabile arrivo del BIG ONE, un terremoto causato dagli scontri tra placche tettoniche in grado di   sommergere la costa del Pacifico nord-occidentale.
Il timore del verificarsi di un evento così pericoloso è nato dalla constatazione delle conseguenze sopravvenute dopo il sisma giapponese. Anche questo evento, infatti, provocò uno tsunami al largo delle coste giapponesi. Si pensa, pertanto, che potrebbe aver avuto la stessa causa e si teme che le placche che si stanno scontrando possano frantumarsi e provocare un terremoto dagli effetti agghiaccianti, anche se le stesse placche si trovano diverse decine di miglia lontano dal luogo in cui dovrebbe verificarsi.
Secondo i sismologhi, la sua magnitudine sarà di almeno otto punti, produrrà uno tsunami gigantesco, colpirà l’Oregon, lo Stato di Washington e l’isola di Vancouver, produrrà onde alte 30 metri, che molto probabilmente raggiungeranno il Giappone e determinerà il crollo di numerosi  grattacieli insieme al dissolvimento delle piccole comunità costiere dopo che il mare le avrà completamente allagate.

 

LA SCONFITTA IN SIRIA UMILIA L’OCCIDENTE

i ciprioti protestano contro l'europa

Un anonimo cinese vissuto nel quarto secolo A.C. sosteneva che “le caratteristiche dei leader che guidano i loro popoli alla vittoria sono la lungimiranza e la determinazione con cui perseguono i loro obiettivi.
George Bush scatenò due guerre contro l’Iraq per impossessarsi delle armi di distruzione di massa di Saddam, ma non le trovò, perché erano state  trasferite in Siria.
Se agli Stati Uniti non bastarono due guerre per recuperare l’arsenale iracheno, come possono recuperarlo adesso che è stato nascosto in Siria e i suoi alleati russi hanno appena completato il loro piano di riarmo
con il rafforzamento della Marina Militare e la dislocazione di nuove flotte in tutti gli oceani?
Finora, per vanificare il disegno espansionista
degli Stati Uniti, a Putin è stato sufficiente costringerli a spendere miliardi di dollari, che hanno accelerato la loro corsa verso il baratro economico senza cavare un ragno dal buco. Ma la pretesa della troika di risolvere i problemi nei quali si sta dibattendo da tempo con il denaro confiscato agli oligarchi russi gli ha dato modo di mostrare il suo genio politico.
Il Presidente russo si è offerto, infatti,  di rifinanziare le banche cipriote
prossime al crac, conseguendo in un colpo solo gli obiettivi di emarginare la UE, controllare da vicino le mosse degli americani nel Mediterraneo, estendere il suo raggio d’azione in tutto il mondo, proteggere le piattaforme che opereranno per l’eventuale sfruttamento dei giacimenti di gas al largo delle coste di Cipro  e allontanare dai suoi confini il pericolo che i suoi nemici scatenino la guerra contro l’Iran.
Fiutando l’imminenza della catastrofe, la Merkel, nel disperato tentativo di piegare il governo cipriota alla sua volontà, ha dichiarato di “aver perso la pazienza” e ha minacciato il Presidente Anastasiades che, se non accetterà le condizioni imposte dalla UE, il suo Paese sarà espulso dall’eurozona, fingendo di ignorare che, se metterà in atto le sue minacce, non sarà più rieletta e i Paesi europei perderanno le risorse energetiche provenienti  dalla Russia
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IL SUMMIT DEI BRICS A DURBAN

Il summit dei brics

Il 25 e 26 marzo  il quinto  Summit degli  E- BRICS  –  acronimo dove la lettera “E” sta per Egitto –  discuterà  sulla  ricostruzione  dell’economia e  della finanza internazionali e il loro potenziamento  grazie a un progetto operativo di carattere globale.
I leader di questi Paesi sostengono che la discussione è necessaria per ripristinare i rapporti di collaborazione con l’Europa,  accelerare il processo di  indebolimento del dollaro,  
adottare  le valute nazionali,  anche  perché  sono le più sicure,  e  perseguire  obiettivi  che dimostrano  la volontà  generale di  sviluppare e rafforzare una nuova direzione nella politica economica estera.
Considerato che fanno part
e  anche di altre organizzazioni – Russia, Cina e India, ad esempio,  sono membri  dell’Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione –  gli stessi Paesi stanno pensando, inoltre,  alla creazione di un Consiglio per gli affari dei BRICS  con il compito di farli interagire finanziariamente, realizzando una banca per lo  sviluppo, un Fondo di riserve valutarie, un Forum,  un Consiglio al quale verrebbe affidata la funzione di eseguire analisi politiche ed elaborare strategie a lungo termine e una Segreteria Virtuale che  opererebbe  mediante un sistema computerizzato in grado di collegarli tra di loro tramite Internet.
Il dinamismo,  la lungimiranza  e  l’ambizione dei BRICS  di  raggiungere a qualsiasi costo gli obiettivi che si sono prefissi  hanno destato l’ammirazione  del  Presidente egiziano Morsi, che ha chiesto ripetuta
mente di entrare a farne  parte  perché  “la sua economia è quella che si sviluppa si sviluppa a tassi più alti” e ha promesso che, in caso di guerra con Israele, chiuderà il Canale di Suez  e  farà pressioni sugli  altri  Paesi arabi  perché  facciano altrettanto con i loro Canali e Stretti.
Si prevede che questo  primo  significativo  successo incrementerà  rapidamente la potenza economica dei BRICS,  il che  sarà  causa di continue  richieste di adesione che determineranno  il fallimento del progetto europeo,  che già si intravede  dopo l’ordine  impartito alle  banche  cipriote di confiscare una notevole  percentuale dei risparmi  dei loro clienti come condizione sine qua non per evitare il default del loro Paese.

 

PYONGYANG E’ PRONTA AD ATTACCARE GLI STATI UNITI

esercito nord coreano

Le continue provocazioni degli Stati Uniti che, per dimostrare ai  nordcoreani di essere pronti ad aggredire il loro Paese, hanno effettuato un’esercitazione congiunta con la Corea del Sud, ha indotto Pyongyang a ventilare l’ipotesi  di un raid aereo  sulle basi di Okinawa e Guam,  da cui sono partiti i B-52 utilizzati  per  la stessa esercitazione,  e a ordinare alle forze armate di prepararsi a un attacco contro gli invasori per spegnere negli stessi ogni velleità  di intimidire  il popolo,  avvertendo nello stesso tempo gli americani che i suoi missili nucleari sono in grado di colpire il loro Paese con estrema precisione.
I nordcoreani  avevano  già minacciato gli Stati Uniti  che,  se avessero continuato nelle loro insulse provocazioni, li avrebbero “sommersi in un mare di fuoco nucleare”. In seguito avevano dichiarato non più validi gli accordi sulla denuclearizzazione della penisola coreana e alla fine avevano  messo in moto un’offensiva cibernetica contro le banche e i media sudcoreani che, sollecitati dagli americani, vomitavano menzogne a getto continuo sul loro Paese, mettendo fuori uso decine di migliaia di server.
Le loro minacce,  tuttavia, sono apparse dirette e concrete solo dopo che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha imposto loro sanzioni più severe delle precedenti per aver eseguito una serie di test nucleari sotterranei.
Gli Stati Uniti hanno dichiarato che avrebbero protetto l’alleato con tutti i mezzi a loro disposizione,  ma i nordcoreani  hanno  prontamente ribattuto che erano disposti a scatenare una guerra nucleare pur di non subire ulteriori provocazioni.