I PORTOGHESI RESPINGONO LE INGERENZE DELLA TROIKA

portoghesi contro la troika

Una fiumana di portoghesi in preda a una collera violenta hanno protestato a Lisbona e in altre città contro le ripetute ingerenze della troika, chiedendo nello stesso tempo le dimissioni del governo che obbedisce servilmente alle sue disposizioni.
L’inaspettato successo della manifestazione ha costretto i mass media a riconoscere che i contestatori avevano tutte le ragioni per arrabbiarsi contro “i burattini della UE”, i quali, pur avendo provocato il crollo del PIL e l’aumento della disoccupazione oltre ogni limite, insistono nell’imposizione di tagli e sacrifici sempre più pesanti.
L’artefice di una strategia che si sta rivelando vincente dovunque viene messa in pratica è il Coordinamento di numerose Reti sociali, come il Movimento degli indignados, quelli contro gli sfratti, i tagli alla sanità e all’istruzione, i Comitati dei disoccupati, i sindacati e i partiti della sinistra.
Gli slogan gridati dai lavoratori iscritti in gran parte ai Partiti Comunista e Socialista, che facevano sventolare un mare di bandiere rosse, erano “il governo si dimetta”, “l’austerità uccide”, “via la troika” e “il potere al popolo”.

Il segretario del Sindacato Comunista, Arménio Carlos, ha dichiarato che il Premier portoghese non ha la legittimità politica né quella morale per continuare a detenere il potere.
Nelle stesse ore gli studenti universitari di Barcellona dimostravano contro la crisi che ha devastato la Spagna.


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2 thoughts on “I PORTOGHESI RESPINGONO LE INGERENZE DELLA TROIKA

  1. Se le politiche di austerità ci hanno riportato, come Lei dice, alle epoche buie della Storia, perchè continuano a imporcele con a forza?
    Chi ha deciso che dobbiamo sottostare ai diktat della troika, anche se questi ci stanno trascinando negli abissi della disperazione?

  2. Devono sottostare ai diktat di un altro Paese quelli che hanno perduto la loro sovranità, o perchè sono stati sconfitti o perché l’hanno svenduta.
    La beneficiaria della svendita è stata la UE, che ha acquisito, senza dare niente in cambio, il diritto di trattarci come servi.
    La perdita della sovranità ha determinato il declino inarrestabile dek nostro Paese. Ecco perché la percentuale di coloro che lottano per uscire dall’euro aumenta del 3% ogni mese.

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