I TALEBANI HANNO MANTENUTO LA LORO PROMESSA

ceca ferita a praga

I talebani avevano promesso che la “controffensiva di primavera” sarebbe stata imponente e hanno tenuto fede alla parola data. In queste ore gli invasori stranieri sono alla ricerca di un pretesto per lasciare il Paese tenuto  illegalmente sotto occupazione da oltre un decennio.
Il nuovo governo italiano, ad esempio, sostiene che non ci sono più fondi per sostenere la guerra in Afghanistan. Siamo felici di saperlo, perché questo significa che d’ora in avanti investiremo nell’interes
se dei lavoratori italiani e non dei guerrafondai americani.
Solo ieri un aereo cargo adibito al trasporto dei civili è stato abbattuto poco dopo il decollo dall’aeroporto afgano di Bargram, numerosi ufficiali della polizia sono stati uccisi nella parte orientale del Paese e una potente esplosione ha distrutto un edificio governativo a
Praga, causando il ferimento di almeno 40 persone.
Le finestre dell’edificio sono state divelte e diversi passanti sono stati colpiti da schegge volanti. La strada che è stata teatro dell’esplosione era piena di macerie e di vittime con il volto insanguinato che urlavano e piangevano.
I soccorritori hanno sguinzagliato numerosi cani da fiuto alla disperata ricerca di eventuali persone rimaste sepolte sotto le macerie.
Nonostante la promessa di ritirarsi dal teatro di guerra afgano, i leader cechi hanno ceduto alle pressioni esercitate dal governo americano di mantenere in quella terra desolata 500 soldati per soddisfare le manie di grandezza di un popolo che, nonostante la spaventosa crisi economica che attraversa, pretende ancora di svolgere il ruolo di gendarme del pianeta.

SUICIDIO COLLETTIVO O RIVOLUZIONE?

suicidio o rivoluzione

Per compensare il successo superiore ad ogni aspettativa dei partiti antieuropeisti in Islanda, Il Parlamento tedesco ha proposto di salvare le banche in difficoltà, confiscando i beni dei risparmiatori che vivono nei Paesi meno competitivi dell’Unione Europea.
Se questa iniziativa dovesse passare, ci troveremmo nella situazione della classica goccia che fa traboccare il vaso. Dobbiamo ringraziare comunque coloro che l’hanno avanzata, perché è servita, loro malgrado, ad aprirci gli occhi sulle intenzioni dei neoliberisti di eliminare ogni parvenza di democrazia dagli Stati nazionali per dar vita alla ferocia di una dittatura che si è già attribuito lo “jus vitae ac necis” su milioni di schiavi con l’obiettivo di segregarli nei ghetti della miseria e della disperazione e fare man bassa delle risorse del pianeta.
Se una banca va in rovina, la responsabilità è dei suoi dirigenti. Dovrebbero essere questi, pertanto, a pagare per gli errori commessi con il sequestro dei loro beni e non i risparmiatori. La proposta del Parlamento tedesco è quindi scorretta, ingiusta e inaccettabile.
Dopo il prelievo forzoso di una percentuale dei depositi dei risparmiatori, che ha suonato la campana a morte dell’euro, ho cercato di immaginare a quali strumenti sarebbe ricorsa la troika per attenuare gli effetti del disastro di una moneta destinata al fallimento, ma l’ipotesi della confisca dei beni dei risparmiatori non mi ha attraversato la mente neppure per un attimo.
Hanno già creato una marea di sofferenze. Non è più differibile, pertanto, il momento in cui masse incontrollabili di diseredati, di fronte alla scelta tra il suicidio collettivo o la rivoluzione, non esiteranno a estromettere dal Parlamento gli irresponsabili che li hanno ricacciati nella notte dei tempi.

NON FATE GLI STRUZZI

non fate gli struzzi

Ripetere all’infinito che scaricare sei colpi di pistola sulle forze dell’ordine “è il gesto isolato di un folle” significa continuare a cantare il ritornello che finora è servito a nascondere l’inettitudine o l’indisponibilità dei politicanti a risolvere i nostri problemi.
Siamo arriva
ti al punto di svolta che ci attendevamo e adesso ci troviamo davanti all’alternativa tra soggiacere alla “dittatura degli struzzi” o rovesciarla. In qualsiasi modo risolveremo il dilemma, comunque, saremo coinvolti nel periodo più drammatico della Storia del nostro Paese.
Le nostre sventure derivano dal fatto che coloro che pretendono di governarci fingono di ignorare l’esistenza di giovani senza futuro, esodati senza lavoro né pensione, cassintegrati senza copertura finanziaria, disoccupati e imprenditori che si tolgono la vita, disagiati che si accoltellano per un tozzo di pane, scuole che cadono a pezzi, ospedali senza medicine e che questi problemi diventano ogni giorno più difficili da risolvere.
“La frenesia del potere” – sosteneva Fenelon tre secoli addietro – “logora la sua stessa autorità”. Se gli struzzi conservano ancora qualche briciola di umanità, non resta loro che prendere atto della verità di questo principio.

I COMUNISTI RUSSI MINACCIANO DI FAR CADERE IL GOVERNO MEDVEDEV

assedio ai centri commerciali

In vista della prossima seduta alla Camera Bassa della Duma, attesa per i prossimi giorni, il Presidente del Comitato Centrale del Partito Comunista russo ha annunciato che, se Medvedev non licenzierà immediatamente i ministri della Pubblica Istruzione, delle Finanze e della Sanità, lo stesso Comitato procederà allo scioglimento del suo governo.
“Chiederemo di consultarci con Putin e con lo stesso premier,” – ha fatto sapere il Presidente – “presenteremo un programma particolareggiato per salvare il Paese dall’attuale crisi finanziaria, che richiede una maggiore attenzione nei riguardi delle condizioni economiche delle classi meno abbienti, e proporremo la formazione di una coalizione alla quale siamo pronti a partecipare. Se le nostre richieste, tuttavia, non dovessero essere prese in considerazione, faremmo cadere al più presto questo  governo al quale non abbiamo mai dato il nostro consenso.”
Qualche giorno prima il Presidente della Federazione Russa aveva espresso la sua preoccupazione in merito alla possibilità che, a causa della globalizzazione dell’ideologia liberista, la crisi finanziaria in corso avrebbe finito per travolgere anche il suo Paese e, pertanto, aveva auspicato che Medvedev e la Duma avrebbero trovato gli strumenti necessari a dare un nuovo impulso all’economia russa.
In questo momento la maggioranza di Russia Unita, il partito guidato da Medvedev, ha solo 12 seggi in più rispetto all’opposizione del comunista Zyuganov e del suo alleato Udaltsov, leader dell’Avanguardia della Gioventù Rossa e Coordinatore del Fronte della Sinistra, passata negli ultimi due anni dal 42 al 54%.  E’ naturale, pertanto, che questi abbiano tutto l’interesse a tradurre la maggioranza dei consensi in una maggioranza di governo, tanto più che, proprio a causa della crisi finanziaria, il numero dei loro sostenitori sta crescendo con progressione geometrica.

GLI IRLANDESI SCATENATI CONTRO LA TROIKA

irlandesi manifestano contro la troika

Proseguendo nella loro campagna di disobbedienza fiscale, gli irlandesi sono scesi in piazza contro l’austerity, come è già successo ad Atene, Lisbona e Madrid e sta per succedere nelle altre capitali europee.
Sono così arrabbiati contro la Household Tax, la nuova tassa sulla casa, e l’imposizione fiscale che cresce mentre le retribuzioni vanno sempre più giù che sabato scorso hanno manifestato in migliaia con cartelli e slogan davanti al Castello di Dublino dove si stava svolgendo la riunione dei ministri delle Finanze europei.
Dal momento che l’area era stata blindata dalle forze dell’ordine, i manifestanti si sono radunati nei dintorni del Castello per protestare contro le politiche di austerity adottate dal partito laburista per venire incontro alle richieste della troika, gridando I cant’ pay, I won’t pay, vale a dire Non posso pagare e non pagherò.
Gli irlandesi hanno capito che la sinistra al potere si è venduta alla Germania e ai suoi interessi, venendo meno alle promesse fatte in campagna elettorale. Pertanto, ogni volta che scendono in piazza sbandierano un cartellino rosso, come fanno gli arbitri quando intendono squalificare i giocatori che non rispettano le regole del gioco, perché i laburisti sappiano che saranno puniti alle prossime elezioni.
E’ vero che in Italia la sinistra non esiste più e i sindacati hanno dimostrato di non essere in grado di mobilitare le masse. I cittadini ridotti in miseria, tuttavia, potrebbero organizzare uno sciopero fiscale senza correre il rischio di  essere privati della libertà. Infatti, chi non paga le tasse perché non ha i soldi per pagarle non può essere accusato di aver commesso un crimine.     

IL CONGRESSO DI ALTERNATIVE fur DEUTSCHLAND

fuori la merkel

Millecinquecento delegati del Movimento “Alternative fur Deutschland” si sono incontrati a Berlino domenica scorsa per gettare le basi di un partito contrario alle politiche europeiste della Merkel con l’obiettivo di chiedere lo scioglimento dell’euro e l’uscita dall’eurozona, dopo aver indetto un referendum per il ritorno alla sovranità monetaria degli Stati membri.
I partiti tradizionali hanno accusato il nuovo soggetto politico di portare avanti un programma populista. “Auspicano la rovina del nostro sistema economico. Il loro programma” – ha riportato un quotidiano – “limiterà le nostre esportazioni, creando milioni di disoccupati”. Ma in realtà essi temono che il suo antieuropeismo avrà i consensi degli elettori delusi dal sostegno tedesco ai salvataggi dei Paesi indebitati dell’eurozona.
Nello stesso tempo l’economista più autorevole della Germania ha dichiarato che, se vogliamo salvare l’Europa dalla catastrofe, dobbiamo lasciare rapidamente l’eurozona. “La moneta che avrebbe dovuto unire il vecchio continente lo ha dilaniato,” – ha spiegato  – “perché i PIIGS non saranno mai in grado di competere con gli altri Paesi membri. Sarebbe meglio quindi se consentissimo loro di abbandonare la moneta unica.”
Marine Le Pen in Francia e Beppe Grillo in Italia la pensano allo stesso modo. Se alla Germania, alla Francia e all’Italia sommiamo la Grecia, il Portogallo, l’Irlanda e la Spagna, che si battono da tempo per uscire dall’euro, arriviamo alla ragguardevole percentuale del 65% dei cittadini europei che perseguono fermamente l’idea di riappropriarsi della sovranità monetaria.
Se l’Unione Europea non è una dittatura, perché non rispetta democraticamente la volontà della maggioranza? 

I POLITICI MENANO IL CAN PER L’AIA

portogallo nel caos

Che l’economia americana non sia in ripresa lo dimostra il fatto che la Bundesbank ha presentato un piano di rientro di 700 tonnellate d’oro depositate nelle banche della Federal Reserve.
Anche se ancora una volta sono riusciti a evitare per un pelo di sfondare il tetto del debito, gli Stati Uniti non hanno convinto le economie europee delle loro capacità di far quadrare i bilanci. Molte di queste, infatti, stanno pensando di seguire l’esempio della Germania.
Il problema del debito, tuttavia, nonostante la sicurezza ostentata dal governo americano con i suoi disperati tentativi di terrorizzare gli Stati che rifiutano la fallimentare ideologia liberista, si fa sempre più inquietante per i cittadini. La maggioranza di questi, infatti, risiede nella rete dei tunnel sotterranei insieme a torme di ratti affamati e sopravvive solo grazie ai buoni pasto.
Accantonato il tetto del debito, Obama ha cercato di ovviare al problema del disastro economico, firmando tagli alla spesa pubblica per un valore di 85 miliardi di dollari e impegnandosi, nell’ipotesi che non fossero sufficienti, a operarne degli altri fino all’ammontare di 1200 miliardi nell’arco dei prossimi 10 anni!
Questi tentennamenti dovrebbero far capire all’Europa che è arrivato il momento di passare senza indugi all’economia reale, senza ulteriori dibattiti sulle prospettive dell’euro, che è già stato accantonato  nel museo delle specie estinte, e la necessità dell’austerity, che serve solo a tenere in vita una moltitudine di burocrati che passano il tempo ad aggirarsi tra un numero enorme di sovrastrutture surreali.
Obama ha distrutto il suo Paese perché non ha avuto il coraggio di sottrarre l’economia reale dal giogo di quella finanziaria – che attualmente corrisponde al 350% del PIL mondiale! – nonostante gli inviti a desistere che gli sono stati  rivolti da più parti.
Alla luce di quanto sopra appare ancora più grave il comportamento dei commedianti che occupano i parlamenti europei – e segnatamente quello italiano – che si accingono a ripetere lo stesso errore per il semplice motivo che è considerato “trendy” scimmiottare quello che si fa sull’altra sponda dell’Atlantico.
Se questi personaggi obsoleti non vengono immediatamente sostituti da politici pronti a mettersi al servizio del bene comune, la drammatica crisi che stiamo affrontando non sarà risolta né adesso né mai e nel giro di qualche settimana l’austerity, rafforzata dal ristagno dell’economia reale, farà esplodere definitivamente una situazione di per se stessa insostenibile.