GLI EURO-GOLPISTI NON DEMORDONO

banchieri in prigione

Finché il denaro di cui il governo aveva bisogno per salvare le banche in difficoltà veniva fatto pagare a tutti i cittadini, si riusciva in qualche modo a risolvere il problema. Ma quando sono stati scelti come capri espiatori di una situazione che non avevano concorso a creare gli stessi risparmiatori, questi, dopo aver dichiarato la loro indisponibilità a rivestire questo ruolo, hanno dato il via a una caotica e massiccia fuga di capitali.
L’evento ha iniziato il suo corso quando il nuovo governo canadese ha proposto nel suo “Piano d’azione economica per il 2013” il prelievo forzoso dai risparmi dei clienti come strumento sistematico per salvare le grandi banche del Paese. Nello stesso piano è stato annunciato, inoltre, che nei prossimi giorni il Parlamento europeo approverà una legge che riconosce la legittimità della confisca da parte delle banche europee.
Gli esperti di economia convergono unanimemente sul punto che questo piano distruggerà la fiducia nel sistema bancario, cosicché, invece di salvare le banche, ne determinerà il fallimento con certezza matematica. Quando un risparmiatore, infatti, perde ogni fiducia nelle persone addette alla gestione del suo denaro e sa che da un giorno all’altro la banca gli impedirà di accedere al suo conto, non ha altra scelta che ritirarlo quanto prima possibile.
Le conseguenze di quella che viene universalmente considerata la decisione che porterà al crollo rapido e definitivo dell’ideologia neoliberista possono essere dedotte senza difficoltà dalle seguenti considerazioni.
– La fuga dei capitali, nonostante le allarmate disposizioni che le banche emetteranno nel tentativo di arrestarla, diventerà irrefrenabile,  provocando violente scene di panico.
– Le stesse banche faranno fatica a raccogliere i fondi di cui avranno sempre più bisogno i privati e gli imprenditori.
– Il “credit crunch”, ovvero la stretta sul credito,  finirà per strangolare l’economia.
– Il fallimento delle imprese, i suicidi, la perdita del posto di lavoro e l’espulsione dalle abitazioni delle persone che hanno contratto un mutuo ma non hanno più il denaro per ripagarlo subiranno un aumento esponenziale.
L’Europa sa bene che questa legge non riuscirà a salvare le banche sull’orlo del fallimento, ma la promulgherà lo stesso, perché il suo obiettivo non dichiarato è quello di differire il momento dell’annuncio del “Day After”.
Il sistema bancario ideato dalla cleptocrazia neoliberista e l’euro non hanno vie di scampo. Affonderanno, pertanto, insieme, lasciando finalmente campo libero ai Paesi dell’eurozona, a cominciare dalla Grecia, di riprendersi la propria sovranità monetaria. 

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2 thoughts on “GLI EURO-GOLPISTI NON DEMORDONO

  1. Perché tutte le denunce contro Monti, piu’ di una, da parte di cittadini, non vanno avanti? Certo è che basta guardare lo stato delle strade, il caos regnante, i mille problemi inutili di tutti i giorni che fanno impazzire il popolo, le istigazioni al suicidio indirette per capire che siamo all’epopea di una terza guerra mondiale

  2. L’Europa chiede sempre più soldi ai Paesi dell’eurozona, i governi obbediscono perché sanno che non saranno più eletti e ai magistrati viene chiusa la bocca con il pretesto che conoscere la verità scatenerebbe il caos.
    Non c’è più niente da fare. L’economia e la potenza militare dei Brics avanzano rapidamente, mentre noi affondiamo nella miseria.
    Cina, Russia, India, Iran realizzano tutti i giorni esercitazioni congiunte e minacciano l’occidente sistematicamente di scatenare rappresaglie se non le lasciano in pace.
    I mass media tacciono perchè hanno paura che la gente si possa rendere conto della realtà o raccontano menzogne, come quella che il Nord Coea, alleato strategico della Cina, non è dotato di missili nucleari a lunga distanza, dimenticando che ha sconfitto gli americani nel 1950 e da allora non ha fatto che costruire e vendere armi nucleari a un ritmo ossessionante.
    Ma quel che è peggiio è che in Italia ci sono numerosi allocchi che credono a stupidità di questo genere..

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