LA CONSULTA PORTOGHESE SILURA LA TROIKA

portoghesi tra le macerie

La Corte Costituzionale del Portogallo, respingendo gran parte delle misure di austerity che il governo di Pedro Passos Coelho aveva approvato per ottenere i crediti internazionali, ha assestato quello che può essere considerato la mazzata finale alla Troika e ai conservatori che la spalleggiano pur sapendo di portare il proprio Paese alla rovina.
I suoi membri hanno deciso, infatti, che tagliare le pensioni e le retribuzioni dei lavoratori pubblici viola il principio dell’uguaglianza, mentre tartassare i cittadini meno abbienti causa sofferenze insopportabili.
I conservatori al potere, pertanto, dovranno reperire più di un miliardo di euro per colmare il buco di bilancio creato dalla sentenza. Considerato, tuttavia, che l’obiettivo è difficilmente raggiungibile e che di conseguenza i parametri fissati dalla Troika non saranno rispettati, è probabile che i prestiti saranno sospesi.
E’ la stessa situazione che si verificata in Grecia, in Spagna e a Cipro e che non potrà che ripetersi negli altri Paesi della UE. Le condizioni imposte per concedere gli aiuti, infatti, renderanno impossibile la vita al 90% dei cittadini. Avvalendosi del sostegno dell’opposizione socialista che ha promosso la petizione alla Corte Costituzionale e del fatto che le sentenze della stessa Corte non possono essere disattese, questi, pur sapendo che il Paese si sarebbe avvitato in una spirale senza fine, hanno deciso di imporre al governo di non accettarle.
Considerato che la situazione non è mai stata così propizia nei loro confronti, i socialisti sono passati allora alla  controffensiva, chiedendo le dimissioni del premier conservatore, per metterlo davanti all’alternativa se proseguire sulla strada del rigore o chiedere alla UE di rinegoziare i Trattati capestro.
Tuttavia, il debito troppo alto dei PIIGS e, anche se in misura minore, quello dei FOG (acronimo di Francia, Olanda e Grecia) non è più sostenibile, cosicché l’agonia dei Paesi prossimi alla bancarotta non potrà essere evitata, ma solo prolungata di qualche settimana.
Per la Troika, pertanto, è arrivato il momento di prendere atto che il progetto europeo è naufragato.

 

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