IL NUCLEARE AMERICANO NON E’ SICURO

dust bowl

Dopo l’incidente nucleare di Fukushima la maggior parte degli esperti americani sono arrivati alla conclusione che i 104 reattori che operano negli Stati Uniti devono essere immediatamente abbattuti e ricostruiti, altrimenti i problemi di sicurezza diventeranno insormontabili.
A dire il vero, lo tsunami del 2011 in Giappone li aveva già indotti a ipotizzare la necessità di controlli più accurati di quelli di routine, che in passato si erano dimostrati insufficienti a proteggere la nazione da conseguenze irreparabili, ma il governo federale, ossessionato dall’idea di “esportare la democrazia” in ogni parte del mondo, non aveva dimostrato nessuna volontà di prendere una decisione in proposito.
Le coraggiose valutazioni espresse da questi esperti sono ammirevoli nel momento in cui gli Stati Uniti si sono trovati  inaspettatamente di fronte all’alternativa tra “pensionare” in un colpo solo tutti i reattori o mantenere le loro strutture esistenti.
La costatazione che quelli attualmente in funzione furono costruiti prima del 1974 e che l’incidente nucleare di “Three Mile Island”” del 1979 potrebbe ripetersi nel pieno della recessione economica in corso,  ha convinto anche gli altri esperti del settore che l’ipotesi di limitarsi a elaborare un piano di lavoro per la loro messa in sicurezza non è da prendere neppure in considerazione.
Considerato, tuttavia, che attualmente gli Stati Uniti versano in condizioni economiche a dir poco disastrose, la costruzione di nuovi reattori non potrebbe che accelerare il collasso definitivo della loro economia.
D’altra parte l’eventuale scelta di rimandare ogni decisione provocherebbe un inquinamento atmosferico di dimensioni inimmaginabili, in grado di contaminare una nazione già colpita da una siccità più grave di quella scatenata dal “Dust Bowl”, la “Conca di Polvere” giallo-bruna che tempestò per otto anni le pianure meridionali degli Stati Uniti, contribuendo in modo determinante al ritorno della Grande Depressione che infuriò sul Nuovo Continente nel corso degli anni ‘30.
Insomma qualsiasi decisione prenderanno gli americani si ritroveranno di fronte a un decisivo peggioramento delle loro condizioni esistenziali.

 

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