LA MORTE PER FAME SI SCATENERA’ IN TUTTO L’OCCIDENTE

la morte per fame

L’occidente sta procedendo rapidamente verso un futuro da incubo, ma la maggior parte delle sofferenze di cui sarà  vittima ricadranno su milioni di bambini innocenti.
Per immaginare come l’Europa e l’America ci appariranno nei prossimi mesi, è sufficiente prendere atto della vastità della recessione economica che sta sperimentando la Grecia.
Il tasso di disoccupazione in questo Paese è arrivato al 27%, molto più in alto dunque del picco raggiunto nel corso della depressione degli anni ’30. E in questi giorni la morte per fame ha già fatto capolino tra i suoi bambini. Da tempo la maggior parte delle famiglie tirano avanti, infatti, con un piatto di pasta al giorno. Il loro livello di denutrizione, pertanto, ha superato quello di diversi Paesi africani.
Ma attualmente la crisi economica interessa più o meno tutti i Paesi. Mai prima d’ora, infatti, si erano viste tante persone abbandonate a se stesse. I disoccupati e i senzatetto sono aumentati vertiginosamente, migliaia di diseredati vivono nei tunnel sotterranei delle grandi città, i genitori sono preoccupati di non riuscire a provvedere alla sopravvivenza dei loro figli.
La prossima “Grande Depressione” è in dirittura d’arrivo. La prima ondata devastante del collasso economico ha già provocato i suoi effetti nefasti in Grecia, Spagna, Portogallo e Italia, dove i livelli di disoccupazione hanno raggiunto picchi inimmaginabili solo pochi mesi prima. I Paesi denominati PIIGS stanno annegando nei debiti, il sistema bancario sta crollando come un castello di carta e i loro governanti non trovano altro rimedio che stampare oceani di carta moneta.
I banchieri e i loro complici, tuttavia, continuano a galleggiare sulle macerie del nostro benessere, perché si illudono che non pagheranno per i loro comportamenti irresponsabili. Ma le cose non potranno non cambiare quando la depressione infurierà in tutti i Paesi del Sud Europa e si diffonderà in poco tempo in quelli del Nord.
Sarà allora che esploderà la rabbia repressa delle vittime dell’ingordigia neoliberista, scatenando una serie di guerre civili che lasceranno sul terreno milioni di innocenti.   

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