QUANDO IL GATTO NON C’E’ I SORCI BALLANO

ЗРК С-300

I terroristi musulmani che, per rovesciare Assad, erano arrivati all’abominio di cibarsi del cuore dei soldati rimasti fedeli al Presidente siriano, hanno perduto il controllo degli snodi strategici del Paese, rilasciato i caschi blu dell’ONU che avevano sequestrato, sospeso gli attacchi alle linee di rifornimento che partivano da Damasco e lasciato i loro nascondigli con la coda tra le gambe, mentre i loro leader stanno cercando di patteggiare la resa.
Il ribaltamento della posizione di predominio in Medio Oriente a favore della Russia è stata determinata tra l’altro dalle seguenti iniziative.
° La vendita alla Siria delle prime quattro b
atterie dei sistemi antiaerei  S-300.
° La prossima consegna degli stessi sistemi all’Iran, all’Iraq, alla Palestina e agli Hezbollah.
° La creazione di potenti flotte e il loro invio in ogni parte del pianeta con la funzione di “task force” permanenti deputate alla difesa degli interessi russi.
° L’assistenza nucleare pattuita con il Sud Africa.
° La consegna dei primi 17 elicotteri da combattimento all’Afghanistan.
I prevedibili effetti di questo ribaltamento, che comporta l’assunzione da parte della Russia  del ruolo di “gendarme del mondo”, non potranno che essere i seguenti.
° La perdita da parte degli Stati Uniti del suo predominio
nel Medio Oriente.
° L’aumento delle tensioni tra Washington e Ankara e l’uscita di Erdogan dalla sua proverbiale ambiguità.
° La creazione di un asse Teheran, Bagdad, Damasco sostenuta militarmente dalla  Russia e dalla Cina.
° La riconciliazione dell’Arabia Saudita, che si è resa conto del suo isolamento nel mondo arabo, con l’Iran.
° Il passaggio da parte di Neta
nyahu dal padrino americano a quello russo, che appare a questo punto l’unico in grado di garantire la sopravvivenza del Paese di cui è leader.
° La violazione da parte della Corea del Sud delle sanzioni che le sono state imposte dagli Stati Uniti per acquistare dall’Iran il gas naturale di cui ha bisogno. Ciononostante i politicanti italiani, sempre più asserviti agli interessi americani, invece di pensare alla soluzione dei problemi dei loro concittadini e dimentichi del fatto che alla fine di gi
ugno i fondi per il rifinanziamento della guerra in Afghanistan saranno finiti, continuano a ingerirsi negli affari interni della Siria, il futuro della quale, essendo uno Stato sovrano, non può  che restare – come ha ripetutamente affermato la Cina – nelle mani del suo popolo.
Se avessimo seguito il principio degli antichi romani, per i quali, “Si vis pacem, para bellum”, ovvero “Se vuoi la pace, prepara la guerra”, non ci troveremmo nella umiliante condizione di “sguatteri” dei Paesi che questo principio hanno avuto l’accortezza di seguirlo.  

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