LA CONQUISTA DI QUSAYR

battaglia di qusayr

Dopo aver rinforzato le sue posizioni, l’esercito lealista ha colpito ripetutamente Qusayr – la città al confine con il Libano attraverso la quale i terroristi musulmani ricevevano armi e denaro dalla coalizione di Stati che vorrebbero rovesciare il Presidente siriano – con armi pesanti e intensi attacchi aerei.
Centinaia di “ribelli” sono rimasti uccisi o gravemente feriti mentre, accortosi che i loro leader avevano corrotto Hezbollah per sfuggire alla cattura, cercavano di salvarsi risalendo le montagne di Qalamoun. La loro fuga è stata bloccata facendo esplodere numerose bombe e distruggendo i loro bunker e le loro trincee.
Il pieno controllo della situazione si avrà, tuttavia, solo tra qualche giorno, quando i terroristi avranno subìto perdite ancora più gravi tra le loro fila.
Hezbollah si è avvalsa di una strategia che si è rivelata determinante ai fini della vittoria, impostata sulla sorpresa, la rapidità della sua azione e la potenza del suo fuoco. “Abbiamo impegnato le nostre forze nel nord della città dove Hezbollah ci ha fatto cadere in una trappola, inducendoci a credere che avrebbe sferrato il suo attacco” – ha rivelato un terrorista a un quotidiano locale – “ma siamo rimasti sconcertati quando i nostri nemici ci hanno attaccati da sud, da est e da ovest.”
Dopo quanto accaduto, appaiono semplicemente risibili le minacce rivolte dal Vicepresidente americano al  legittimo Presidente di un Paese sovrano di raddoppiare gli aiuti ai terroristi, se questi non avesse negoziato la sua capitolazione.
Con uomini politici di levatura così mediocre gli Stati Uniti sono destinati a perdere tutte le guerre che scateneranno contro la Russia e i suoi alleati.   

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