LA RIVOLTA CONTRO L’EUROPA E’ DIETRO L’ANGOLO

rivolta armata

La maggior parte degli economisti sono d’accordo che, entro il prossimo novembre, la costruzione europea sarà smantellata a partire dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo con una rivolta dalla violenza inimmaginabile.
Per evitare il disastro, la Merkel sta cercando in tutti i modi di imporre ai suoi partner l’approvazione del
bail in, l’espediente escogitato dai neoliberisti per consentire alle banche di aumentare i loro capitali, ricorrendo alle obbligazioni acquisite dai loro clienti.
C’è il  giustificato timore, tuttavia, che questi ultimi, considerato il rischio di perdere definitivamente i loro risparmi, scelgano di tenerseli in casa.
L’economia europea è con l’acqua alla gola e il debito non è ripagabile, ma i nostri governanti non muoveranno un dito per migliorare la situazione, perché non hanno il coraggio di ammettere che sono stati presi per il fondelli dagli eurofanatici.
Infatti, è sotto gli occhi di tutti che, nonostante l’aumento delle manifestazioni di protesta, degli episodi rivelatori di una smania implacabile di vendetta, dei suicidi, della violenza contro le donne, degli scontri dei diseredati con le forze dell’ordine e delle contestazioni dei menefreghisti, corrotti, depravati e immorali che detengono il potere, non è cambiato niente.
Da quando hanno capito di essere vittime di un Sistema che li ha portati alla disperazione, gli italiani sono pronti, pertanto, a scatenarsi contro i loro carnefici allo scopo di destituirli.
Per uscire in qualche modo da questa vergognosa situazione di stallo, è necessario attuare una strategia finalizzata al conseguimento degli obiettivi che seguono.
Bruciare nelle piazze le tessere dei partiti e dei sindacati, come fece Martin Lutero con la bolla papale che lo condannava. Non abbiamo nessun interesse a mantenere il coacervo di ignavi che si sono trasformati in “guardiani della controrivoluzione.”
Non votare più per i partiti che ci hanno ridotto in questo stato, ma solo per i Movimenti che si battono per l’uscita del nostro Paese dall’euro.
Lottare per il conseguimento del “reddito di cittadinanza”, che consentirà ai disagiati di sopravvivere e impedire  ai  politici di prendere decisioni contrarie ai loro interessi senza la necessità di farsi manganellare.
Se continuiamo a comportarci come se la cosa non ci riguardasse, ci renderemo complici di coloro che hanno distrutto la vita di milioni di cittadini, la situazione degraderà rapidamente e la catastrofe sarà inevitabile.

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