NON C’E’ PIU’ NIENTE DA SACCHEGGIARE

saccheggio dell'italia

I  fanatici dell’euro hanno perduto la guerra a tutti i livelli, da quello commerciale nello scontro con i BRICS, a quello militare nel conflitto con la SCO per il predominio in Siria, Iraq, Afghanistan e Paesi africani, a quello sulla sovranità monetaria nella lotta politica con i cittadini europei. E adesso aspettano solo l’imposizione da parte degli Stati Uniti, di “deporre le armi”, recitare il “mea culpa” per gli errori commessi e fuggire nei paradisi fiscali prima che la rivolta di milioni di diseredati li costringa a pagare per le sofferenze che hanno dovuto subire.
Gli stolti che hanno usurpato le funzioni parlamentari, stravolto la Costituzione, instaurato la dittatura dei banchieri, svenduto il Paese alle Potenze straniere, saccheggiato le sue ricchezze e devastato lo Stato Sociale, e adesso se la ridono alle spalle del popolo che hanno messo in ginocchio, hanno cominciato a capire che è arrivato il tempo delle vacche magre.
Il numero delle persone che si lasciano prendere per i fondelli, infatti, è diminuito negli ultimi tempi del 7/8% al mese ed è facilmente prevedibile che questa percentuale salirà in modo sempre più rapido.
A novembre, pertanto, quando finiranno i soldi per pagare salari, stipendi e pensioni, non resterà altra strada  che chiedere a Bruxelles un prestito di dimensioni mostruose per “salvare l’Italia e dare inizio alla crescita della sua economia !!!”
Con questo “sotterfugio”, tuttavia, gli sconsiderati conseguiranno solo l’obiettivo di rinviare la resa dei conti, che si ripresenterà dopo qualche mese mille volte più violenta di quanto non sarebbe in questo momento.
Non ha più senso dunque, almeno nel breve periodo, continuare a utilizzare le tastiere per informare, commentare, discutere e lamentarsi dell’avverso destino. Meglio è, invece, aspettare il momento in cui i paranoici al potere, constatato che non c’è più niente da saccheggiare, abbandoneranno precipitosamente il Paese.
Sarà allora che, come negli anni immediatamente successivi alla fine della guerra, abbattuta ancora una volta – e mi auguro per sempre – la barbarie neoliberista, ripercorreremo la strada del bene pubblico, dell’equità fiscale e del progresso sociale.    

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